San salvatore – LA CORSA DEGLI SCALZI – Cabras

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Le origini di questa corsa a piedi nudi, sono incerte e spesso mischiano fantasia, mito e religione. Si racconta infatti che durante l’ennesima incursione barbaresca, per sottrarre la statua del Salvatore alla furia dei mori, gli abitanti l’abbiano trasportata in spalla, di corsa a piedi scalzi dal villaggio di San Salvatore al paese di Cabras.

La leggenda ricorda che, a causa del gran polverone sollevato dalla corsa e dai rami trascinanti lungo il sentiero, i mori si spaventarono e fuggirono, pensando di dover affrontare un potente esercito in arrivo. La statua del santo è stata poi riportata nella sua chiesetta e da allora, ogni anno, in ricordo di quell’episodio miracoloso, il rito viene ripetuto in segno di fede.

Centinaia di fedeli di Cabras, nel sabato che precede la prima domenica di settembre accorrono per portare il Simulacro in processione di corsa inneggiando il Suo Nome, indossando rigorosamente un saio bianco e scalzi,attraversando i sentieri sterrati del Sinis, nel villaggio di San Salvatore, dove vengono celebrati i festeggiamenti del Santissimo, per poi riaccompagnarlo il giorno seguente nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

Festeggiamenti civili e sagre dedicate ai prodotti della penisola del Sinis accompagnano novene e festeggiamenti religiosi.